Polizze catastrofali: obbligo, coperture e costi per le imprese
Negli ultimi anni, eventi come alluvioni, frane e terremoti hanno messo in ginocchio centinaia di imprese in tutta Italia. Per questo il legislatore ha introdotto un nuovo obbligo: la stipula di una polizza catastrofale per proteggere l’attività in caso di calamità naturali.
Le polizze catastrofali sono assicurazioni specifiche che coprono i danni materiali e diretti subiti da edifici, impianti, scorte o macchinari a causa di eventi naturali eccezionali. A differenza di una classica polizza incendio o responsabilità civile, queste coperture vengono applicate nei casi più gravi, quando la continuità aziendale è davvero a rischio.
Polizza CAT NAT: obbligatoria per chi?
L’obbligo di stipulare un'assicurazione contro gli eventi catastrofali è stato introdotto dall’articolo 26 del Decreto Alluvioni (DL 98/2023, convertito in Legge 136/2023) e interessa ogni tipo di impresa: dalle società di capitali alle ditte individuali, incluse le PMI.
Secondo la norma, tutte le imprese con sede legale o operativa in Italia devono dotarsi di una copertura assicurativa contro calamità naturali, eccezione fatta per le imprese agricole che seguono invece regole parzialmente diverse, dato che sono già coperte da fondi di solidarietà specifici.
Le scadenze per mettersi in regola sono state scaglionate in base alle dimensione dell'impresa:
- Le grandi imprese (fino a 250 dipendenti) sono rientrate nell'obbligo già a partire dal 31 marzo 2025, con un periodo di transizione di 90 giorni.
- Le medie imprese (da 50 a 250 dipendenti) dovevano adeguarsi entro il 30 settembre 2025.
- Le piccole e micro imprese, invece, entro il 31 dicembre 2025.
Alcune eccezioni:
- Per le imprese di pesca e acquacoltura il termine è stato prorogato al 31 marzo 2026.
- Per le piccole e microimprese del settore turistico-ricettivo il termine è stato prorogato al 31 marzo 2026.
Non sono ancora previste sanzioni dirette, ma attenzione: un’azienda priva di polizza non potrà accedere a indennizzi o contributi pubblici in caso di calamità, il suo possesso diventa una condizione necessaria per accedere ad aiuti di Stato in caso di emergenze naturali.
Cosa copre la polizza per rischi catastrofali
Sono coperti esclusivamente i danni materiali diretti al fabbricato e al contenuto:
- terreni;
- fabbricati;
- impianti;
- macchinari di produzione
- attrezzature industriali e commerciali;
- danni causati da anomalie degli impianti elettrici, termici e idraulici, se connesse direttamente all'evento catastrofico.
Sono invece escluse le merci e i danni indiretti, compresi i mancati guadagni dovuti all'eventuale fermo di produzione, e i danni causati da negligenza, mancata manutenzione o dolo.
I rischi compresi tra le Catastrofi Naturali coperte dalla polizza sono:
- terremoti e maremoti;
- alluvioni, inondazioni, esondazioni;
- frane e smottamenti;
- fenomeni atmosferici eccezionali.
Quanto costano le polizze catastrofali
Il costo varia molto in base a tre fattori principali:
- Zona geografica: le aree a rischio sismico o idrogeologico hanno premi più alti.
- Dimensione e settore dell’impresa: più grande è l’attività e più numerosi i beni da coprire, maggiore sarà il costo.
- Massimale e franchigia scelti nella polizza.
Indicativamente, per una piccola impresa artigiana o commerciale il premio annuo può oscillare tra 300 e 800 euro, mentre per aziende di medie dimensioni con magazzini o impianti di produzione può variare tra 1.000 e 3.000 euro.
Nelle aree a più alto rischio sismico o idrogeologico, i costi possono salire anche oltre 5.000 euro l’anno, a seconda dei massimali e delle franchigie scelti.
Come si stipula una polizza catastrofale
Le polizze possono essere sottoscritte presso qualsiasi compagnia assicurativa autorizzata, anche tramite intermediari o broker. Molte imprese stanno già valutando convenzioni di categoria (ad esempio tramite associazioni artigiane o confindustriali) per ottenere condizioni più vantaggiose. Suggerimenti pratici per la scelta:
- confronta almeno 2 o 3 preventivi;
- verifica le coperture minime obbligatorie;
- leggi con attenzione le clausole di esclusione;
- controlla massimali, franchigie e tempi di liquidazione.
Perché conviene anche se non è ancora sanzionata
Molte imprese tendono a rimandare finché non c’è una multa in vista. Ma in questo caso, la polizza catastrofale è un investimento sulla continuità aziendale, non solo un adempimento.
Oltre alla sicurezza economica, ci sono altri vantaggi:
- protezione del patrimonio aziendale;
- accesso agli aiuti pubblici in caso di calamità;
- possibile deducibilità fiscale del premio (da confermare con le norme attuative future);
- maggiore affidabilità verso banche e partner commerciali.
Un esempio chiaro di come la polizza non serva solo “dopo il disastro”, ma anche a dimostrare solidità e continuità di fronte a partner e istituti di credito.
In sintesi le polizze catastrofali non sono solo un obbligo di legge, ma una vera forma di tutela per chi fa impresa in Italia.
Con il clima che cambia e i rischi che aumentano, proteggere fabbricati, macchinari e scorte significa difendere il proprio lavoro e i propri dipendenti.
Aderire all’obbligo in tempo significa non solo rispettare la normativa, ma mettere al sicuro il futuro della propria azienda.
Domande frequenti sulla Polizza Catastrofali
La normativa chiarisce infatti che la copertura per i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali riguarda tutti i beni utilizzati nell’esercizio dell’impresa, indipendentemente dal titolo di possesso. Rientrano in questa categoria i beni indicati dal codice civile tra le immobilizzazioni materiali (come fabbricati, impianti e macchinari).
L’unica eccezione riguarda i beni già coperti da una polizza analoga, anche se stipulata da soggetti diversi (ad esempio il proprietario). In assenza di tale copertura, sarà quindi l’impresa utilizzatrice a dover provvedere alla stipula dell’assicurazione.
Rientrano quindi nell’obbligo sia le imprese con sede legale in Italia sia quelle con sede all’estero, purché abbiano una stabile organizzazione sul territorio italiano e siano iscritte al Registro delle imprese.
L’unica esclusione riguarda le imprese agricole, che non sono tenute a stipulare la polizza contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali.
Di conseguenza, le imprese che non possiedono né impiegano tali beni nell’attività non sono tenute a stipulare la polizza catastrofale.

