Jean-Michel Gautreau: Il suono dei corpi
              la sera in fondo ai "cosa "
                                              Marc Chevrier
 
Le Lac (1983), Lune Acoustique (1984), Pierre et le Loup (1985): una trilogia consacrata ai quattro elementi. Una banda (Pierre et le Loup), un’installazione (Loin de L. A.), un libro (Loin des Yeux): Jean-Michel Gautreau ama i ritmi ternari. Che si incastrano e si dis-incastrano. Non compone mai le sue immagini senza prima aver composto le musiche. Mescola con cura, ritocca tutto. Come uno swing!
 
Acustica, la luna? Il video non si guarda, si ascolta. Gautreau è un pittore musicista, voci e sintesi. Sovrimpressioni, prismi, rallenti, collage di colori, ri-produzione di immagini, riciclaggio, velocità-vertigine, immagine di qualcosa, immagine-immagine, che si nutre di se stessa, immediata come una macchia sulla tela nel gesto rabbioso che la esegue all’infinito. E' la musica a ritmare il suo flusso e il suo riflusso, ad ancorare il suo ondeggiare senza fine né inizio, è il suono la boa del suo scintillio senza referente, il suo "c'era una volta", la porta del mondo di sogni dal quale non riesce ad uscire. Cosa illustra cosa di queste forme e di questi suoni, di questa immagine e di questa musica? Sono solo l'eco l'una dell'altra e Gautreau lo specchio che devono attraversare. In cinque parole: "Terra, Luna, Memoria, Quadro, Impronta".