| E’ ancora al sole che fa pensare l’ultimo
video di Vostell, TV Cubisme, prodotto dalla RTBF di Liège per la
trasmissione Vidéographie di Jean-Paul Tréfos.
Nonostante il titolo, questa banda non si riferisce al cubismo, ma al Maestro delle Sovrimpressioni, Abel Gange. Gange moltiplicava gli strati di immagini, talvolta fino a 17. «Non si vedono tutte, ma ci sono. Si sentono», diceva. Vostell, rinchiuso per otto giorni in uno studio televisivo con alcune modelle dalle labbra scarlatte, lavora strato su strato, fino a rendere fluidi i blocchi di cemento inseriti davanti ad alcuni volti. Occhi, bocche, orecchi, ciglia, capelli si aggrovigliano senza sosta, trascinati da un vortice leggero: tutto si muove. La telecamera segue le teste in movimento delle modelle sedute su sedie girevoli. I visi continuano a ruotare, a torcersi, a incastrarsi con morbidezza e grazia, gli uni negli altri. Palpitante di desiderio offerto. Come uno sciame di mosche, un grappolo di farfalle. Con Butterfly TV, Vostell aveva già dato della televisione l’immagine di una farfalla il cui battito d’ali corrisponde alla sfarfallio del tubo catodico. E per meglio dimostrare cosa questi impulsi luminosi possono cogliere in noi aveva installato un mini-televisore tra le cosce di una donna e messo una farfalla in un barattolo. Ecco ora l’immagine dello sciame, massa di punti vibranti come tanti getti ardenti di luce. Fa pensare al sole, alla sua corona di esplosioni. A Virilio tutto ciò non piace. Quando si conoscono i suoi gusti si capisce perché. Qui non c’è più nessuna barriera a separarci dalla velocità. Niente procede più con ordine. Siamo proprio al centro dell’energia, sesso di luce. Prima Vostell guardava la televisione da lontano, come un rituale sociale da eliminare. La colpiva a forza di gesti iconoclasti, violenti, rabbiosi, assassini. Per la prima volta Vostell si immerge nella materia video. E gli piace molto. Questa banda non assomiglia a quelle che ha realizzato in precedenza. Anche lui si è inserito nella nuova corrente che cerca di sedurre la Televisione dopo averla oltraggiata. Un soffio, respiri cadenzati, accompagnano il vortice dei corpi in fusione, ne accelerano il ritmo, per venti minuti, fino a una specie di orgasmo dell’immagine. Le immagini fluttuano nella voce, nelle voci, come nel loro autentico luogo originario. |