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MINIATURE
STORICHE |
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Essendo ormai entrata la plastica nel mondo
dei giochi dell’ infanzia, il soldatino classico in piombo
assume una nuova connotazione che non ha più niente a che fare
con i giochi infantili ; diventa cioè una miniatura storica
estremamente dettagliata e storicamente esatta che può far
scorrere al visitatore adulto un entusiasmante percorso
storico. Il museo non poteva non presentare tali tipi di
soldatini creando un percorso che, seppure in rapida
successione, ripercorre la storia del costume militare e non,
dagli assiri alla guerra del Golfo. I pezzi
ricostruttivi hanno diverse dimensioni e quindi, oltre la
maggior parte di essi che mantengono la misura classica del
soldatino e cioè di 54 mm (la più amata dai
collezionisti), sono in esposizione pezzi in scala più grande
(75,90 e 120 mm) e nella scala più piccola di
25 mm montati su plastici.
Molti sono
i pezzi unici eseguiti appositamente per il collezionista
proprietario, il cui valore è ormai andato alle stelle. Sono
in esposizione i guerrieri antichi, assiri, filistei,
ittiti, persiani, villanoviani, etruschi e sanniti, gli opliti
greci con il loro carro da guerra e i legionari romani della
repubblica e dell’ impero, gli sciti, i celti e i gladiatori
dei giochi di Roma. Di particolare effetto è la corte
del faraone Ramses II con la regina Nefertari, i dignitari, i
generali, i musici e gli dei dell’ Egitto e i carri del
faraone Amenophis IV
Akenathon copiati dal carro da guerra trovato
nella tomba di Tutankamen (che ne era nipote) e conservato al
British Museum di Londra. Per il periodo medioevale si può
ammirare una bottega di farmacista del XIV secolo, guerrieri
medioevali ripresi dai quadri di Paolo Ucello sulla battaglia
di S . Romano e la coppia reale di Ugo Capeto e Adelaide di
Aquitania con un elevatissimo grado di pittura (la pittrice,
Anna Longo, con questo pezzo ha vinto il concorso
internazionale di pittura di miniature storiche tenutosi a
Bruxelles).
 Interno di farmacia del XIV
secolo. Miniatura pezzo unico realizzata interamente
dal Sig. Antonio Barone.
 Stregone Hidatsa in costume per
la danza del cane del 1825 circa pezzo in
120mm della Ditta Almont.
 Fante Poilu francese 1914 con
l'uniforme ancora color bleu orizont. Miniatura di C.Stadden
1980.
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 Truppe inglesi
nel Sudan con mitragliatrice Gatling a canne rotanti 1896
Prod. C.Stadden 1970.
Si presenta
particolarmente ampia la rassegna dedicata alla grande guerra,
con una serie completa di tutti i mezzi in essa usati dal
Regio Esercito Italiano eseguiti appositamente in numero
limitato da un socio del museo su disegni originali inviati
dalla Fiat, contornati da soldati italiani delle varie armi
(fanteria, bersaglieri, alpini, cavalleria e corpi speciali
come guastatori e arditi).
Si potranno ammirare le
riproduzioni del 18 BL, del Fiat Ter in versione
trasporto truppe e ambulanza, la Fiat Torpedo e l’
Autocarretta a doppi assi sterzanti, un gruppo di
artiglieria autocarrata su autocarri Spa con cannone,
trasporto munizioni e trasporto serventi, la Lancia IZ con
autoscala di osservazione e l’ autoblindo
Lancia di esplorazione e protezione oltre al pezzo di
artiglieria da 149 con il relativo trattore Fiat.
Non
mancano anche gruppi di pezzi relativi agli altri eserciti
impegnati nel conflitto e quindi un traino di artiglieria
inglese, gruppi di soldati bulgari e russi oltre ad inglesi,
austriaci e tedeschi e un gruppo molto bello di Fanti francesi
con le uniformi ancora bleu
orizont.
E’ anche in esposizione il personaggio di Lawrence d’
Arabia secondo come è rappresentato dall’ iconografia
classica, cioè in abiti arabi sul dorso di un dromedario
riccamente bardato. Naturalmente il tutto corredato da una
serie di fotografie d’ epoca relative ai mezzi succitati.
Oltre ai mezzi ricordati, il museo possiede un pezzo unico e
cioè l’ Autoblindo della Lancia in versione
africana utilizzata in Libia nel 1912, con la
doppia torretta e senza parafanghi a causa della sabbia; una
curiosità è la bicicletta di salvataggio aggangiata al muso
del mezzo.
 Sott'Ufficiale della Polizia
d'Africa Italiana (PAI). Pezzo unico da originale
Berruto di Emilio Grohovaz (1981).
Viene poi
esposta al museo la storia delle conquiste coloniali sia
italiane che inglesi. Si possono ammirare soggetti del corpo
delle regie truppe coloniali con un ampio numero di pezzi,
dagli Ascari eritrei ai Dubat somali, dai
Meharisti agli Zaptiè libici, dai marinai della conquista
della Libia ai bersaglieri e agli Abissini, fino alla scena
dell’ ultima difesa di De Cristoforis a Dogali. Per gli
inglesi, un plastico relativo alla sconfitta degli inglesi ad
opera degli Zulù a Islandwana, mitraglieri inglesi nel Sudan,
un osservatorio inglese in Afghanistan, truppe indiane in 30
mm e una scena relativa ad un gruppo di artiglieria indiana
montata su un elefante.
Particolarmente di effetto un
reggimento di fanteria scozzese in Sudan chiuso in quadrato e
composto di oltre 100 pezzi. Sono esposte anche miniature
riguardanti la seconda guerra mondiale, relative anch’ esse a
tutti gli eserciti coinvolti e che ricostruiscono soldati di
tutti i teatri della guerra, dal fronte russo a quello del
nord Africa, dallo sbarco in Sicilia a quello in Normandia
dotati, per quanto riguarda l’ Italia, dei carri armati
utilizzati, dai carri leggeri L 3 ed L 6 a quelli medi come l’
M 13/40 e il cannone semovente da 75/18.
Di questi
ultimi carri si può notare una bella serie in piccola scala
(1/75) perfettamente dipinti con la colorazione
coloniale dato che furono utilizzati generalmente nel
Nordafrica in collaborazione con l’ Afrika Corp di
Rommel.
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